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NUOVE STRADE E MANUTENZIONE
Il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini mette sul tavolo circa 7,6 miliardi per la costruzione di nuove strade, ma anche per manutenzione straordinaria e tecnologie innovative. Tra le priorità, la Salerno-Reggio Calabria, la statale Jonica e i collegamenti con il porto di Gioia Tauro. Segue il Lazio con l’allargamento della Salaria, mentre in Emilia-Romagna sono previsti interventi sulla SS45. Ora dovrà seguire il via libera del Cipess. Ecco tutti i finanziamenti e le opere principali regione per regione – di Deborah Appolloni
IL TAVOLO AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
Sotto la spinta del viceministro Rixi raggiunta l’intesa per abbandonare l’attuale sistema fondato sull’indicizzazione di categorie di opere (tronco stradale, ferrovia, fabbricato residenziale) e passare a indici di costo applicati a tipologie di lavorazione che compongono poi l’indice di costo della singola opera mediante pesi definiti dal progettista: movimento terra, demolizioni, bonifiche, galleria con o senza TBM, impalcato stradale e ferroviario, impiantistica, ecc. Forse già oggi l’annuncio, con la definizione di un termine per completare il lavoro di dettaglio – di Giorgio Santilli
APPALTI NELLA CAPITALE
Una circolare del Dipartimento Sviluppo e Infrastrutture di Roma Capitale invita le stazioni appaltanti a ricorrere a procedure aperte in tutte le gare pubbliche anche quelle sotto soglia. Il richiamo arriva in un momento di boom del settore edilizio in città, con il 73% delle risorse PNRR messe a terra e il 48,8% dei finanziamenti per il Giubileo attivati. Ciucci (Acer-Ance Roma): “I costruttori sono fiduciosi, ma attenzione: la rimodulazione del PNRR di 11 miliardi può creare problemi di liquidità” – di Deborah Appolloni
L'ANAC E LA DIGITALIZZAZIONE
L’Autorità anticorruzione ha risposto alla richiesta, arrivata anche dal Diario dei nuovi appalti, di mettere a disposizione di stazioni appaltanti e operatori una raccolta delle istruzioni sul FVOE. La verifica di requisiti di ordine generale presuppone la piena interoperabilità fra la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP) e le banche dati degli enti certificanti. Accesso possibile solo per il RUP. Prossima accessibilità anche con CNS. Vanno riallineati indice e paragrafi – di Gabriella Sparano
OSSERVATORIO CRESME SUGLI APPALTI PUBBLICI
Terzo record consecutivo dopo i 43,2 miliardi del 2021 e i 59,4 miliardi del 2022, lo scorso anno +54%: si completa così il triennio dei primati del PNRR. Operazione codice appalti riuscita a pieno. Il dato dei sindaci (12,9 miliardi) mette in difficoltà il governo che ha stralciato 10 miliardi dal PNRR e ora non potrà non rifinanziarli. Al Sud il 40% degli affidamenti: un altro record. Ferrovie leader con 17,9 miliardi ma sorprende il dato sulle strade, escluse dal PNRR (10 miliardi). Appalto integrato sotto il 40%, il 60% sono contratti di sola esecuzione lavori – di Giorgio Santilli
SINDACATI E IMPRESE SU PNRR E GIUBILEO
Certificato di congruità per quasi cinquemila cantieri, la Capitale è un grande laboratorio. Fillea Cgil: “Roma diventi un modello di legalità”. Il presidente Ance-Acer Ciucci: “Coniugare velocità di esecuzione e trasparenza privilegiando procedure aperte e inversione procedimentale”. Intanto parte il regolamento sull’albo degli operatori economici. La vicepresidente dei costruttori De Sanctis: “Criteri trasparenti per garantire la rotazione delle imprese” – di Deborah Appolloni
PNRR E APPALTI 2023
Nei primi otto mesi del 2023 le province hanno gestito bandi di gara per un valore di 7,4 miliardi, rispetto ai 3,9 registrati nel biennio 2018/2019. Il totale dei progetti, intesi come numero di CIG e smart CIG, da gennaio ad agosto 2023 è di 25.468, mentre i CUP sono stati 7.707. Solo il 42,7% ha riguardato appalti di lavori (circa 3,1 miliardi), mentre i servizi sono stati il 55,7% e le forniture hanno rappresentato l’1,6% del totale.  Le Province stanno gestendo circa 3 miliardi i fondi del PNRR e del PNC (Piano nazionale degli investimenti complementari) in qualità di soggetti attuatori.
NUOVA TAPPA DELLA DIGITALIZZAZIONE
Il documento è specificamente riferito al bando-tipo 1/2023 per servizi e forniture ma molte indicazioni contenute all’interno saranno di aiuto agli operatori economici per la partecipazione alle gare di tutti i settori. Il codice prevede però che la compilazione della domanda debba essere “nativa” digitale e quindi saranno le piattaforme ora a doverla rendere disponibile. Saltata l’integrazione, pure originariamente prevista dal codice, di integrazione fra la domanda di partecipazione e il documento di gara unica europea (DGUE) – di Gabriella Sparano
GLI INTERVENTI SUI BENI VINCOLATI
A fare il pieno di progetti approvati dalla struttura centralizzata creata presso il ministero della Cultura per accelerare gli interventi sui beni tutelati del Piano di ripresa e resilienza sono le regioni del nord, in testa il Piemonte e la Lombardia. Accordi tra soprintendenze locali, comuni e regioni hanno velocizzato gli iter, ma in qualche caso il doppio binario non sta funzionando. Secondo l’Ance “spesso le istruttorie locali cambiano i capitolati e allungano i tempi di realizzazione delle opere” – di Deborah Appolloni
LA DIGITALIZZAZIONE
Per le procedure aperte sistema quasi normalizzato, finora molte sovrapposizioni. Sugli affidamenti senza gara, invece, molte cose non vanno, a partire dalla scadenza indicata dalla Banca dati ANAC. Il comunicato dell’Autorità sul numero di CIG emessi vuole tranquillizzare che il processo procede, ma in realtà mancano ancora molti tasselli. L’ANAC comunica anche che le stazioni appaltanti qualificate e agganciate a una piattaforma sono oltre 3.100 ma elimina la scadenza del 31 gennaio entro la quale bisognava comunicarlo: si potrà fare sine die – di Giorgio Santilli e Gabriella Sparano