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IL COMMISSARIO AL FESTIVAL ASVIS
Nuovi investimenti, pubblici e privati, per mantenere alta la competitività dell’Unione in confronto agli altri grandi player internazionali. La ricetta di Paolo Gentiloni, ex premier italiano, è semplice: per arrivare al Net Zero servono tanti soldi. ECCO Climate: Serve un fondo sovrano europeo dedicato all’energia e al clima impostato come il NextGenEU. ASviS: Se l’Europa non sostiene la mobilitazione degli investimenti climatici nelle economie emergenti, non sarà in grado di ricostruire la fiducia tra i paesi e nel multilateralismo – di Mauro Giansante
IL RAPPORTO SUI GAS SERRA
Negli ultimi 32 anni le emissioni di gas serra sono diminuite del 21%, grazie a rinnovabili e all’abbandono del carbone ma dal 2021 sono tornate ad aumentare (+0,4%). Pesano i trasporti (26%) ma anche energia (23%), residenziale (18%) e manifatturiero (13%). La riduzione dell’immobiliare nel 2022 dovuta alle temperature miti e all’aumento del costo del gas. Dati negativi anche per il 2023 – di Mauro Giansante
IL RAPPORTO AGICI-ACCENTURE
Nel mondo aziendale otto CEO su dieci stanno iniziando a comprendere come utilizzare la Generative AI ma servirà intervenire sulla formazione. Grazie all’intelligenza artificiale, le Utilities italiane vedranno una trasformazione della propria attività su un 40% delle ore lavorate. Nei prossimi dieci anni, sei lavoratori su dieci nel nostro Paese verrà riqualificato – di Mauro Giansante
L'USCITA DAGLI INCENTIVI
Per gli industriali ha parlato il vicepresidente (entrante e uscente) Marchesini: “Con la retroattività viene meno la certezza del diritto che è fondamentale per cittadini e imprese per programmare investimenti pluriennali. Non è più dilazionabile un tavolo di confronto”. Gli industriali si uniscono così a costruttori e banchieri contro l’ennesimo blitz retroattivo del ministro dell’Economia, Ma è anche un segnale al governo della nuova presidenza Orsini, da sempre il più favorevole in Viale dell’Astronomia agli incentivi fiscali. La parziale rettifica di Freni – di Giorgio Santilli
GLI SCENARI DELLO SCONTRO SULLA LEGGE 49
La relazione annuale di Busìa martedì ultima occasione di dialogo con il governo. Se le regole ANAC confermeranno la posizione presa nella Nota alla cabina di regìa sugli appalti, dovranno essere applicate dalle stazioni appaltanti per le gare sopra soglia UE, ma il rischio maggiore per i professionisti è una disapplicazione generalizzata della legge 49 nel settore pubblico. In attesa di una norma legislativa interpretativa, invocata da tutti per decreto legge o correttivo al codice, l’unica strada per le categorie professionali sarebbe il ricorso contro la delibera ANAC – di Giorgio Santilli
APPALTI
E’ questa la richiesta del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, che, nella sua relazione all’assemblea nazionale, passa in rassegna i temi caldi del settore. Tra questi, c’è il macigno di 2,5 miliardi dei debiti della Pa nei confronti delle imprese cooperative. Imprese in affanno e messe a dura prova dal mix di rincari dell’energia e delle materie prime, il mismatch sul mercato del lavoro e la contrazione della domanda interna
IN ATTESA DEL PNIEC FINALE
Secondo il rapporto “Roadmap to 2030: Scenari e indicazioni di policy alla luce dei nuovi target di decarbonizzazione” di Engie e Politecnico di Milano, occorre raddoppiare il peso delle rinnovabili nel mix energetico per toccare l’obiettivo a fine decennio. Ma l’intera filiera, dal fotovoltaico all’idrogeno, è ancora troppo poco sviluppata e neppure le prospettive disegnate dall’Osservatorio FER dell’Associazione Nazionale Imprese dell’Elettrotecnica e elettronica con i dati di Terna fanno ben sperare. I 9 GW annui di installazioni rinnovabili non sono dietro l’angolo – di Mauro Giansante
IL MINISTRO IN PARLAMENTO
Il ministro fermerà gli emendamenti contenenti deroghe (con possibili eccezioni limitate per aree terremotate e alluvionate, barriere architettoniche e terzo settore) e presenterà lui una modifica al decreto legge per imporre l’obbligo di spalmatura dei bonus su un decennio anziché su quattro o cinque anni. L’obiettivo è arginare l’effetto sui conti pubblici che paragona alla “valanga del Vajont”. La preoccupazione dei costruttori: la retroattività sarebbe devastante – di Giusy Iorlano