APPALTI NELLA CAPITALE

Manutenzione: Roma centralizza le gare, ecco la mappa delle nuove competenze. Si discute della centrale unica

Una delibera approvata dalla Giunta capitolina restringe il campo d’azione dei municipi e riporta agli uffici del Campidoglio gli interventi ordinari e straordinari su tutti i quasi 100mila edifici di proprietà comunale. Il modello della centrale unica potrebbe essere esteso anche agli appalti in tutti i lavori pubblici, come richiesto da tempo dai costruttori romani: l’amministrazione per ora frena, ma le posizioni all’interno sono articolate – di Deborah Appolloni

Roma cambia il modello degli appalti. Tornano al centro le manutenzioni ordinarie e straordinarie su tutto il patrimonio edile comunale: qualcosa tra 90 e 100mila edifici che un censimento avviato dalle strutture capitoline dovrà contare con precisione. Una delibera firmata da Gualtieri e da mezza Giunta (assessori Zevi, Segnalini, Alfonsi e Catarci) affida al dipartimento Centrale appalti le procedure di affidamento di accordi quadro dai quali le singole strutture potranno attivare gli ordini per tutte le necessità. In altre parole, Roma mette in atto, ma per ora solo per la manutenzione, la stazione appaltante unica, richiesta da tempo dai costruttori per tutti i lavori pubblici della Capitale. Il modello potrebbe essere solo l’inizio di un processo tale da portare a ridisegnare l’intero iter di affidamento delle opere edili a Roma. Anche se per il momento parte dell’amministrazione appare cauta e fa sapere che “questo provvedimento è stato fatto per mettere ordine alle competenze riguardanti la manutenzione del patrimonio capitolino”, mentre ambienti vicini all’assessorato al Patrimonio usano toni più entusiastici: “modello esportabile per altri appalti nei lavori pubblici – dicono – non solo in Italia, ma in tutta Europa”.

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LA QUARTA REAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE
La piattaforma della Ragioneria doveva essere la punta di diamante della macchina del Piano e si sta rivelando una delle principali strozzature: procedure farraginose, eccesso di dati richiesti, lentezza nella trasmissione e nell’elaborazione. Ministero delle Infrastrutture fermo a 6.095 milioni, il 15% del totale. Sempre più paradossale il caso dei progetti comunali dell’Interno: spesi 2,7 miliardi su 8,9 assegnati: con il 30% il capitolo di spesa più avanzato (se si escludono il Superbonus del ministero dell’Ambiente e i crediti di imposta del ministero delle Imprese) – di Giorgio Santilli
POLITICHE ABITATIVE/1
Nella terza riunione al MIT con le associazioni sono stati organizzati i gruppi di lavoro che si riuniranno con cadenza settimanale. L’obiettivo è riscrivere il testo unico dell’edilizia per semplificare le procedure, ma anche individuare soluzioni per il finanziamento del nuovo housing sociale. Tra le possibilità un modello per partnership pubblico-private, sostegno dei piani da parte delle banche, incentivi fiscali per le rigenerazioni e gli affitti – di Deborah Appolloni
POLITICHE ABITATIVE/2
L’economista sociale, senior advisor di Redo Sgr, valuta il bando della regione Lombardia: “Va nella direzione giusta sostenendo l’offerta di case in affitto, anche se la dimensione appare limitata”. Mentre guardando alle proposte per il Piano Casa 2025: “Il periodo post-Superbonus e post-Pnrr sarà un periodo di “vacche magre”. Abbiamo bisogno di misure strutturali e di aumentare l’entità degli investimenti” – di Deborah Appolloni
I PREZZI AL CONSUMO
L’Istat conferma le stime preliminari sull’inflazione del mese di gennaio, con il leggero rimbalzo dello 0,3% su base mensile, che portano il valore su base annua dallo 0,6% allo 0,8%. L’accelerazione su base tendenziale
dell’inflazione è dovuta – afferma il comunicato dell’Istituto – soprattutto alla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e all’attenuarsi del calo dei prezzi dei prodotti energetici.
SVILUPPO NELLA CAPITALE
Se venissero messe in cantiere le esigenze di trasformazione e rigenerazione urbana che Roma richiede entro il 2050 verrebbe coinvolta un’area cittadina pari a 11 kmq di superficie territoriale, recuperando a usi più attuali oltre quattro milioni di metri quadrati di immobili. È quanto emerge dal Rapporto “Roma Regeneration Forum – Una visione per la città del futuro”, realizzato da Scenari
Immobiliari per Roma Regeneration Ets, partecipata da alcune Sgr, Fondazione Roma e Sistemi Urbani Fs.
SISTEMI ECOSOSTENIBILI
Il pagamento dei servizi ecosistemici tramite tariffe idriche e i sovracanoni dei Consorzi BIM (Bacini Imbriferi Montani) costituiscono meccanismi fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio ambientale e lo sviluppo socioeconomico dei territori montani. Altra possibilità la perequazione territoriale. È quanto emerge dalla presentazione del Position Paper dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) sul Goal 11 “Città e comunità sostenibili”, dal titolo “Il ruolo, la valorizzazione e il pagamento dei servizi ecosistemici”.
FONDO DI SVILUPPO E COESIONE
Nuove strade e recupero del patrimonio infrastrutturale esistente, riqualificazione edile, interventi per le risorse idriche, gestione dei rifiuti, mobilità urbana e logistica. Sono alcuni degli interventi prioritari dell’accordo per il fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 firmato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, alla presenza del ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto.